venerdì, 30 marzo 2007
La LISTA STUDENTI DEMOCRATICI
Con il Patrocinio di Comune di Brescia e Assessorato alle politiche giovanili e all’università
in colaborazione con ilVolterino - L.E.D. Libera Espressione Democratica - Arci Comitato Prov. BS

organizza


Dalla Promozione Sociale alla Difesa dei Diritti

ARCI, ACLI, Associazione LucaCoscioni e Compagnia delle Opere in due incontri per conoscere, dialogare, capire e confrontarsi con il non-profit.

CALENDARIO INCONTRI MATERIALE

Venerdì 20 Aprile ore 11.00
CONFERENZA STAMPA

Introduce il responsabile dell’Iniziativa
Francesco Temporin
segue Aperitivo&Buffet
La partecipazione è aperta a tutti



Giovedì 26 Aprile ore 21.00
LA PROMOZIONE SOCIALE

Saluti dell’Amministrazione Comunale
Assessore Dott.ssa Bisleri

Dott. Paolo Beni
Presidente Nazionale A.R.C.I.
Dott. Andrea Olivero
Presidente Nazionale A.C.L.I.

Moderatore Dott. Francesco Apostoli



Mercoledì 2 Maggio ore 21
LA DIFESA DEI DIRITTI

Dott. Alessandro Capriccioli
Cons. Esec. Associazione LucaCoscioni
Walter Sabattoli
VicePresidente Compagnia delle Opere

Moderatore
Dott.ssa Veronica Pede


- Invito

- Pieghevole

- Poster

Tutti gli incontri si svolgeranno presso:
Palazzo Calini ai Fiumi
Via San Faustino, 41 Brescia
Facoltà di Giurisprudenza

In collaborazione con: ilVolterino, Libera Espressione Democratica, ARCI com. prov. Brescia, Tipolitotas - Gussago (BS)

INGRESSO LIBERO E GRATUITO
Per informazioni e accreditamento:
Tel.335 7108408 info@ilvolterino.com - www.studentidemocratici.tk - www.ilvolterino.com

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martedì, 06 marzo 2007
L.E.D. Libera Espressione Democratica - Coordinamento Immigrazione ARCI - Comitato Provinciale ARCI di Brescia

organizzano

DIBATTITO/INCONTRO PUBBLICO
IMMIGRAZIONE, ASILO POLITICO, PROTEZIONE DEI RIFUGIATI
e
PRESENTAZIONE NUMEROVERDE
800 905 570

PER I RICHIEDENTI ASILO E PROTEZIONE

10 MARZO ore 18.30

RELATORI:
- I. Diallo, Resp. Uffi cio Immigrati CGIL Brescia
- M.K. Zaman, Presidente F.A.I. Arci Brescia
- G. Valenti, Resp. Uffi cio per l’integrazione e la cittadinanza
- E. Patti, Responsabile Regionale ARCI NumeroVerde

presso F.A.I. ARCI
Via Paitone, 47 - BRESCIA
informazioni 335 7108408

dalle ore 14.30 alle ore 18.00 presso la Stazione dei Treni sarà attivo un punto informazione

martedì, 06 marzo 2007
Diritti ora! L’Arci in piazza per la dignità e i diritti di tutti

Diritti ora!
Anche l'Arci sabato prossimo a Piazza Farnese
Per la dignità e i diritti di tutte e tutti

Dichiarazione di Paolo Beni, presidente nazionale Arci


Sabato 10 anche l'Arci sarà in piazza Farnese, per chiedere al Parlamento di approvare presto una buona legge sulle unioni civili e rispondere positivamente alle attese di tanti uomini e donne di questo paese.
Dovrebbe cominciare oggi in commissione giustizia al Senato l'iter parlamentare del Disegno di Legge sui "Dico", che, pur con i suoi limiti, rappresenta comunque un passo avanti importante. Intanto continuano e si fanno sempre più pesanti le pressioni di una parte del mondo cattolico e le ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche per ostacolare in ogni modo la legge. I toni sono quelli di una vera e propria crociata e fanno riaffiorare la peggiore omofobia.
E' necessario sostenere il confronto parlamentare con una grande mobilitazione civile e culturale, per affermare il principio che ogni essere umano ha uguale dignità e deve poter godere degli stessi diritti; per ribadire che una legge che riconosce nuovi diritti per alcuni non toglie niente ai diritti e alle libertà di tutti ma può solo rendere migliore la società.
In piazza ci saranno associazioni e partiti, sindacati e movimenti, ministri e parlamentari, per una manifestazione che non è contro, ma per i diritti e le libertà. In questo senso ci riguarda tutti, perché in gioco non ci sono solo le legittime esigenze di una minoranza, ma fondamentali principi costituzionali come la laicità e la libertà di scelta, l'autonomia e la sovranità delle istituzioni, la qualità della nostra democrazia.

Roma, 6 marzo 2007

LINK UTILI: http://www.dirittiora.it/
venerdì, 19 gennaio 2007

FON è un movimento e un ambizioso progetto collaborativo, coprire il mondo con una rete wi-fi libera. Il funzionamento è semplice: basta registrarsi ed acquistare dal sito web lo speciale router wireless detto “la fonera” a 5 euro (IVA e sped. escluse), attaccarlo al proprio modem ed il gioco è fatto, da quel momento si è un tassello della grande rete FON.

In pratica, unendovi al movimento, darete la possibilità di accedere ad internet in wi-fi tramite la vostra ADSL a qualunque “fonero” passi nei paraggi, in cambio, viceversa, potrete accedere gratuitamente ad internet trovandovi nei paraggi della casa o dell’ufficio di un altro fonero. Esistono già 100000 access point nel mondo e si pensa raddoppieranno nel corso dei prossimi mesi.

Unitevi al movimento!

NOI L'ABBIAMO GIA' FATTO!!!

Francesco Temporin
Presidente di L.E.D.
anche su ilVolterino.com
martedì, 26 dicembre 2006
Ciao Piergiorgio! Con te un segno di civiltà!

Gli 88 giorni della battaglia di Piero Welby

Il video della conferenza stampa con Emma Bonino, Marco Pannella, Marco Cappato, Rita Bernardini, Maria Antonietta Coscioni, Carla Welby, e il medico di Welby

IL VIDEO-MESSAGGIO DI WELBY

«Morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa». Dal blog di Welby

Lascia un messaggio

Per sostenere la battaglia di Welby, iscriviti all'Associazione Luca Coscioni


Firma la petizione | Caso Welby: risposte alle domande più frequenti | Le principali tappe della battaglia di Piero (da Corriere.it) | Le parole di Welby (dal suo libro: "Lasciatemi morire") | Cosa fa l'Associazione Luca Coscioni per la dignità, la libertà e la vita di milioni di malati | La reazione dei blog | Le foto della veglia al Campidoglio

La Biografia

Piergiorgio Welby è nato a Roma il 26 dicembre 1945. Malato di distrofia muscolare progressiva, è copresidente dell'Associazione Luca Coscioni e autore del blog http://www.calibano.ilcannocchiale.it
Nel 1963, alla sola età di 18 anni, gli viene diagnosticata la distrofia muscolare progressiva. Il medico sentenzia: "Non supererà i vent'anni." Ma si sbaglia. Lasciati gli studi, tra il 1969 e il 1971 Piergiorgio gira l'Europa, seguendo così la corrente del Sessantotto. In quegli stessi anni, l'uso di sostanze stupefacenti lo aiuta a dimenticare la propria condizione. Nel frattempo, dipinge, legge, scrive e da ripetizioni. Negli anni Ottanta vi è un ulteriore aggravamento della sua malattia. Riesce a disintossicarsi tramite il metadone, ma di lì a poco perde l'uso delle gambe e non può più camminare. Incontra Mina, nativa dell'Alto Adige, durante un viaggio parrocchiale a Roma e nasce l'amore. Si sposa e aspetta la fine, che non arriva. Con l'aggravarsi della malattia, Piergiorgio e Mina fanno un patto: in caso di crisi respiratoria, Mina non farà ricoverare Piergiorgio, per rispettare la sua volontà di non essere tracheotomizzato e diventare così schiavo di un ventilatore polmonare. L'insufficienza respiratoria, ultimo stadio della distrofia, arriva il 14 luglio 1997. Piergiorgio perde i sensi ed entra in coma. Si risveglierà, tracheostomizzato, nella rianimazione del Santo Spirito, perché Mina all'ultimo momento non ce l'ha fatta ad accettare di perdere il marito. Da quel momento in poi Piergiorgio respira con l'ausilio di un ventilatore polmonare Eole3XO, si nutre di un alimento artificiale, il Pulmocare, e altri alimenti semiliquidi e parla con l'ausilio di un computer e di un software .
Piergiorgio inizia così la propria battaglia politica per infrangere il silenzio che circonda la "buona morte", o meglio quella che lui stesso definisce "la morte opportuna".
Alle ore 22,02 del 1 maggio 2002, Piergiorgio fa sentire la sua voce sul sito dei Radicali italiani, aprendo un thread intitolato "Eutanasia", in cui scrive: «Tutto fermo? Altro che deserto dei Tartari…. Mentre si scruta l'orizzonte…i terminali come me …invidiano gli olandesi….SVEGLIAAA!». Il messaggio di Piergiorgio, che si firma con lo pseudonimo "Il Calibano", attira negli anni l'attenzione di moltissimi navigatori.
Il 12 giugno del 2005, in occasione del referendum sulla fecondazione assistita e la ricerca scientifica, i radicali lo accompagnano al seggio per assicurare almeno il suo voto tra i centomila disabili intrasportabili obbligati ad astenersi. Grazie al suo contributo, e a una norma ad hoc all'elezioni politiche del 9 e 10 aprile scorso, molti malati intrasportabili hanno potuto votare presso il proprio domicilio .
Nel corso del V congresso dell'Associazione Luca Coscioni, nell'aprile 2006, Welby viene eletto copresidente dell'Associazione, insieme a Maria Antonietta Farina Coscioni, Piergiorgio Strata e Gilberto Corbellini.

Il 22 settembre 2006 scrive una lettera-appello diretto al presidente della Repubblica , a cui Giorgio Napolitano ha voluto rispondere. La Rizzoli ha recentemente pubblicato il suo libro, "Lasciatemi morire", che raccoglie le sue poesie e i suoi scritti più significativi.

domenica, 26 novembre 2006

Eutanasia, Welby chiede aiuto ai giudici

Piergiorgio Welby tenterà ancora qualche altra strada prima di quella finale, la disobbedienza civile. Con la legge non ha più speranze, troppo lunghi i tempi del Parlamento per la sua malattia devastante. «Ma non ci diamo ancora per vinti», dice il radicale Marco Cappato. E spiega: «Stiamo esplorando margini giurisdizionali interpretativi per un’altra strada. Stiamo pensando di rivolgerci a un giudice che ci autorizzi a staccare la spina. Oppure alla scelta di un medico che si prenda lui la responsabilità. In questa vicenda ci troviamo di fronte a leggi in contrasto con principi costituzionali e il tutto èmolto violento».

Forse, come ha detto ieri al Corriere della Sera Ignazio Marino, alla fine l’Italia una legge sull’eutanasia la farà. Ma il presidente della commissione Sanità del Senato è stato chiaro: «Non si potrà fare subito». E dunque non servirà a far vincere la battaglia di Welby che ha 60 anni e da oltre 40 combatte una malattia che ancora oggi non conosce cura: la distrofia muscolare progressiva. Aveva scritto anche a Marino Piergiorgio Welby per chiedere l’eutanasia. A lui e al presidente della commissione omologa della Camera. Ai presidenti dei due rami del Parlamento. Al presidente della Repubblica aveva già implorato in settembre la «grazia » di un’eutanasia. Senza successo. Ma lui combatterà ancora.

«La sua è una battaglia civile, va oltre la sua vicenda personale», dice Mina, che è il suo angelo custode oltre che sua moglie e l’unica che ancora riesce a tradurre in parole i sussurri di Piergiorgio. «La disobbedienza civile è sempre presente», le ha fatto capire ieri suo marito nel pomeriggio che ha passato in contatto con i radicali, lui che è copresidente dell’Associazione Luca Coscioni. Intanto Piergiorgio continua a spegnersi nel suo letto di dolore. «Fa sempre più fatica a deglutire persino le pappette», dice Mina, amorevole e impassibile con il suo stile tedesco. E aggiunge: «La verità è che Piergiorgio non accetterà mai un sondino per mangiare. E dunque quando non ce la farà più a deglutire, le sue ore saranno davvero contate ».
Nel frattempo è lei, Mina, che conta le ore e anche le notti. «Non dovrei dirlo, ma tante volte quando mi corico prima di addormentarmi imploro: "Signore, portamelo via stanotte ». Ma la mattina ancora ritorna per Piergiorgio Welby. E Mina ricomincia con lui le giornate: «Se potessi la staccherei io la spina di quella macchina. Se soltanto sapessi farlo senza farlo soffrire troppo».
Alessandra Arachi

di Alessandra Arachi (dal Corriere della Sera online, 26-11-2006)

 

SCIOPERO DELLA FAME DALLE ORE 24:00 DI MERCOLEDI' 22 NOVEMBRE


Partecipa a iniziativa nonviolenta per CNB e Welby
Chi ha aderito al digiuno

Avviso ai digiunanti: lo sciopero della fame consiste - nella prassi radicale - nell'assunzione di tre cappuccini o tre spremute d'arancia al giorno a sostituzione dei pasti (si consiglia di bere acqua in quantità). Se si assumono farmaci si consiglia di consultare il proprio medico prima di iniziare il digiuno.

Link
Dichiarazione di Marco Cappato (le ragioni dell'iniziativa nonviolenta)
Lettere di Welby del 13 nov del 17 nov e del 19 nov
Audiovideo del seminario "Posso morire senza condanna a soffrire?"


PIERO WELBY, CARO PRESIDENTE VOGLIO L'EUTANASIA

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venerdì, 27 ottobre 2006
Comunicato Stampa
Aggressione omofoba in provincia di Brescia.
la comunità omosessuale: ora basta!
 

Apprendiamo oggi dalle pagine del Corriere della Sera della vile aggressione omofoba (motivata dall'orientamento sessuale) subita da una coppia lesbica di Mazzano: alcuni teppisti hanno devastato la loro casa firmandosi con delle svastiche.

La violenza contro gli omosessuali non è una novità nella nostra realtà, ma un atto così grave, che lede la dignità e l'initimità di una coppia, deve essere denunciato con forza da chi lotta quotidianamente per l'uguaglianza e la promozione delle diversità.

Questo atto segna decisamente un salto di qualità nella strategia di odio promossa da chi rifiuta di riconosce e il valore delle differenze e combatte contro la libertà e la democrazia.

Tale episodio di intolleranza rende la nostra società più povera e ci fa guardare con preoccupazione alla vivibilità della nostra realtà per chi manifesta e vive con normalità la propria condizione di vita e il proprio amore.

Ringraziamo il coraggio e la determinazione di D.G. che ha voluto denunciare questa aggressione in nome della libertà di essere semplicemente se stessa, rompendo così una triste e rassegnata tendenza all'omertà da parte delle vittime di aggressioni omofobe.

Manifestiamo tutta la nostra solidarietà, il pieno sostegno e la nostra fraterna vicinanza alle vittime di questa violenza rilanciando la nostra ferma determinazione nel combattere ogni forma di discriminazione basata sull'orientamento sessuale.

Chiediamo all'amministrazione comunale di Mazzano un gesto di ferma condanna e di concreta solidarietà a queste vittime dell'omofobia

Chiediamo alla società civile bresciana di ribellarsi all'odio e all'ignoranza, rompendo un silenzio che si fa sempre più intollerabile. I razzisti non devono trovare spazio fra le nostre case.

La comunità omosessuale di Brescia continuerà nella sua opera di visibilità e di promozione, convinta che episodi odiosi ed inqualificabili come questo siano i colpi di coda di una cultura ormai tramontata.

Luca Trentini, Presidente di Orlando, Comitato provinciale Arcigay di Brescia
Manuela Fazia Presidente di Pianeta Viola, Associazione lesbica bresciana
 

Per ulteriori chiarimenti: Luca Trentini tel. 335.5896432
 
 
Alleghiamo qui sotto l'articolo del Corriere della Sera di oggi:

Brescia – Raid firmato con le svastiche nella casa di una ventisettenne alla periferia di Mazzano

«PERSEGUITATA DAI NAZISKIN PERCHÉ SONO DIVERSA»
di Andrea Biglia, Corriere della Sera, 27 Ottobre 2006

BRESCIA - «Gay a bordo» diceva, stilizzato nel triangolo del segnale stradale di pericolo, l'adesivo applicato sul fronte interno della porta di casa. La «carta d'identità» della giovane donna condita con il sale dell'ironia. Ma tra le villette alla periferia di Mazzano, la sola presenza di una persona «diversa» accende una minacciosa reazione d’intolleranza. Tutto porterebbe verso ambienti nazifascisti.

Lunedì sera verso mezzanotte, al rientro dal cinema nell’abitazione che divide con la sua compagna, lei, D.G., 27 anni, viso acqua e sapone, occhialini da intellettuale, un'omosessualità coltivata nella privacy domestica e mai sbandierata – ha trovato l’ingresso forzato e quella dicitura sporcata con una svastica. Dentro, l'abitazione tutta a soqquadro: indumenti intimi rovesciati per terra, alcuni oggetti, di modesto valore, spariti. Ma soprattutto un’altra croce uncinata e le lenzuola, per colmo di spregio, imbrattate di urina. Il furto non poteva essere il vero obiettivo dell'incursione notturna, una manciata di euro lasciata proprio vicino all'ingresso nessuno l’ha toccata.
Bravata di pessimo gusto o un avvertimento all'insegna del razzismo sessuale? Per D.G., che ha presentato denuncia ai Carabinieri per vandalismo, nessun dubbio: «La svastica è una firma precisa e da queste parti il nazifascismo non lo scopriamo oggi. Quegli individui mi dovevano tenere d'occhio da tempo se si sono introdotti in casa proprio una delle rarissime volte che sono uscita di sera. Con la denuncia so di espormi ancora di più alla loro ritorsione, ma la dovevo fare: il silenzio della vittima, in questi casi, diventa complicità».
La giovane - buona famiglia borghese di Brescia, studi superiori, lavoro di responsabilità in un'azienda della zona - ha scoperto la sua «diversità» sui banchi delle medie finché, a 17 anni, la decisione di lasciare la famiglia per vivere la sua esperienza. Una brutta avventura, un po' di anni fa, al Carmine, allora il bronx di Brescia, («Sei una lesbica, ti devo punire»). Ma sembrava una storia passata.

A Mazzano, tra Brescia e il Lago di Garda, lei e la sua amica con i due cagnolini si sono trasferite da poco, in punta di piedi. Quella convivenza ha però subito disturbato alcuni vicini: il mese scorso una scenata a base d’insulti e parole pesanti che l'ha costretta a rivolgersi già allora già allora in caserma. «Ma questa volta è assai più grave - sottolinea la giovane, tormentata tra l'indignazione e la paura -. La svastica dice tutto e non credo che i vicini c'entrino più. Qualcuno vuole farmi pagare la colpa di essere lesbica».

L'omosessualità per D.G. non è mai stata una tessera politica. Mai indossato lustrini e paillettes, mai partecipato al Gay Pride. Anzi, tiene a prendere bene le distanze da ogni forma di esibizionismo sessuale. Ma perchè hanno preso a bersaglio proprio lei? La svastica, i nazifascismi: fantasmi che la perseguitano e non la fanno dormire. Lei però è decisa a tener duro: «Non posso e non voglio essere nient’altro che ciò che sono».
mercoledì, 31 maggio 2006

  08/06/2006 - Ravenna - Festa della Musica 2006  


Arci Ravenna, con il patrocinio di Comune e Provincia (progetto Sonora), organizza la FESTA DELLA MUSICA 2006; tre serate di concerti gratuiti, con inizio alle 21, nella spendida cornice dei Giardini Pubblici della città.

giovedì 8

- Karmika* (vincitori della rassegna per gruppi emergenti "Big! RavennaRock2006)
-
STATUTO, sulla scena musicale italiana da più di venti anni, la prima ska-band nostrana dal lontano 1983.

venerdì 9

- FLOYD MACHINE, concerto-tributo tutto dedicato ai Pink Floyd; il loro live-set riesce a riprodurre più che fedelmente suoni, e suggestioni della mitica band inglese.

sabato 10

- THE DI MAGGIO CONNECTION, il trio di Marco di Maggio che propone un travolgente crossover di stili quali: Rockabilly, Surf, Country, Blues & Swing, dove i suoi virtuosismi strumentali riescono letteralmente ad ipnotizzare gli appassionati di questi generi e nello stesso tempo a far avvicinare anche i piu' scettici ad un tipo di show versatile, brillante e coinvolgente.

scarica la cartolina.pdf [528,4 KB]

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mercoledì, 10 maggio 2006
FreedomHouse giudica i media italiani "Parzialmente Liberi"

La fondazione Freedom House ha reso nota la sua classifica annuale sulla libertà di stampa nel mondo. Nel 2005 l’Italia, che nell’anno passato era piazzata al 77°, si trova al 79° posto tra la Bulgaria e la Mongolia. Il nostro Paese, come il 26% del pianeta, appartiene alla categoria delle nazioni «partly free», ovvero parzialmente libere.
Una categoria che include anche l’Albania, la Turchia, la Georgia, la Romania.
Le ragioni, secondo Freedom House, per cui l’Italia è solo «parzialmente libera» sono la mancata adozione della legge sulla decriminalizzazione del reato di diffamazione a mezzo stampa, l’irrisolto conflitto d’interesse, l’interferenza degli editori sulle redazioni, il caso Iannuzzi, e le perquisizione domicialiare per due giornalisti che si sono rifiutati di rendere note le loro fonti.
La relazione dà ampio spazio alla legge Gasparri e al mancato trasferimento della Rete 4 sul satellite.
Inoltre cita il contenuto del rapporto dell’Osser-vatorio di Pavia che attribuisce a Berlusconi una presenza televisiva del 42%.
Paolo Serventi Longhi chiede al governo Prodi di «dare risposte adeguate» nei primi 100 giorni a questa urgenza. Solo attuando il programma dell’Unione e risolvendo, ad esempio, le questioni poste dal confllitto d’interesse e dalla legge Gasparri eviteremo di trovarci ancora una voltatra le nazioni «parzialmente libere».

da arcireport del 9 maggio 2006
sabato, 15 aprile 2006


 per vedere tutti gli appuntamenti del 25 aprile organizzati dai circoli arci:
clicca qui
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