sabato, 07 aprile 2007
La più grande organizzazione dell'associazionismo popolare, con migliaia di case del popolo, circoli culturali, centri sociali. Sono oltre un milione i soci, ma almeno cinque volte tanti i cittadini coinvolti nelle attività. Più della metà degli italiani in qualche momento o luogo della propria vita incontra l'Arci. È quanto emerge dall'indagine demoscopia realizzata in occasione del cinquantenario dell'associazione.
L'Arci è una rete di opportunità di incontro, socializzazione, autorganizzazione. È lo spazio in cui costruire relazioni umane e legami sociali, offrire un'alternativa all'isolamento e alla solitudine delle persone nel tempo dell'individualismo competitivo e dell'egoismo sociale. Le attività dei circoli Arci non guardano solo a una cerchia ristretta di soci ma all'interesse generale di una comunità, di un paese, di un quartiere. Sono tante e diverse perché sono il prodotto di bisogni, aspettative, idee che nell'associazione trovano il luogo accogliente per esprimersi.
Oggi l'Arci è il contenitore di mille esperienze di base ed è al tempo stesso un soggetto nazionale capace di intervenire nelle grandi questioni del Paese, di esprimere una sua autonoma politicità. Ma il presupposto di questo ruolo ampio e complesso sta tutto nell'idea semplice e grande degli uomini e delle donne che fondarono l'associazione per rivendicare il diritto al tempo libero come spazio di crescita collettiva e alla cultura per tutti come terreno di emancipazione dei lavoratori.
Negli anni '50 l'Arci nasce nel solco di un associazionismo antico, che ha le sue radici nell'800 e nella storia del movimento operaio. Nasce nell'ambito delle organizzazioni della sinistra ma si caratterizza subito come soggetto autonomo e plurale, che guarda a una dimensione sociale più ampia di quella in cui agiscono partiti e sindacati. Al centro del suo progetto pone le persone col loro bisogno di socialità, conoscenza, libertà, emancipazione.
Quelle origini le rivendichiamo con orgoglio, insieme alla modernità di un'associazione che ha saputo tener fermi i suoi principi e mutare costantemente linguaggi e strumenti, sempre immersa nell'evoluzione della cultura e della società italiana. Un'associazione che, in mezzo secolo di lavoro sociale, provocazioni culturali e battaglie civili, si è fatta attraversare dai cambiamenti e spesso ne ha saputo coglierne in anticipo le tendenze, ha coinvolto e formato generazioni diverse e milioni di cittadini.
Consapevole di quel patrimonio di esperienze e di valori, l'Arci è impegnata oggi a definire i nuovi compiti dell'associazionismo nell'Italia del nuovo millennio. Continuando a fare cultura, sperimentare pratiche sociali, esplorare spazi di cittadinanza. Le centinaia di iniziative che dedicheremo al cinquantenario saranno l'occasione per raccontare una storia che ha inciso a fondo nel formare e consolidare la nostra democrazia, ma anche per riflettere sull'Italia di oggi e sul contributo che ancora una volta possiamo portare alla costruzione di un Paese migliore.

www.arci.it
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martedì, 06 marzo 2007
L.E.D. Libera Espressione Democratica - Coordinamento Immigrazione ARCI - Comitato Provinciale ARCI di Brescia

organizzano

DIBATTITO/INCONTRO PUBBLICO
IMMIGRAZIONE, ASILO POLITICO, PROTEZIONE DEI RIFUGIATI
e
PRESENTAZIONE NUMEROVERDE
800 905 570

PER I RICHIEDENTI ASILO E PROTEZIONE

10 MARZO ore 18.30

RELATORI:
- I. Diallo, Resp. Uffi cio Immigrati CGIL Brescia
- M.K. Zaman, Presidente F.A.I. Arci Brescia
- G. Valenti, Resp. Uffi cio per l’integrazione e la cittadinanza
- E. Patti, Responsabile Regionale ARCI NumeroVerde

presso F.A.I. ARCI
Via Paitone, 47 - BRESCIA
informazioni 335 7108408

dalle ore 14.30 alle ore 18.00 presso la Stazione dei Treni sarà attivo un punto informazione

martedì, 06 marzo 2007
Diritti ora! L’Arci in piazza per la dignità e i diritti di tutti

Diritti ora!
Anche l'Arci sabato prossimo a Piazza Farnese
Per la dignità e i diritti di tutte e tutti

Dichiarazione di Paolo Beni, presidente nazionale Arci


Sabato 10 anche l'Arci sarà in piazza Farnese, per chiedere al Parlamento di approvare presto una buona legge sulle unioni civili e rispondere positivamente alle attese di tanti uomini e donne di questo paese.
Dovrebbe cominciare oggi in commissione giustizia al Senato l'iter parlamentare del Disegno di Legge sui "Dico", che, pur con i suoi limiti, rappresenta comunque un passo avanti importante. Intanto continuano e si fanno sempre più pesanti le pressioni di una parte del mondo cattolico e le ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche per ostacolare in ogni modo la legge. I toni sono quelli di una vera e propria crociata e fanno riaffiorare la peggiore omofobia.
E' necessario sostenere il confronto parlamentare con una grande mobilitazione civile e culturale, per affermare il principio che ogni essere umano ha uguale dignità e deve poter godere degli stessi diritti; per ribadire che una legge che riconosce nuovi diritti per alcuni non toglie niente ai diritti e alle libertà di tutti ma può solo rendere migliore la società.
In piazza ci saranno associazioni e partiti, sindacati e movimenti, ministri e parlamentari, per una manifestazione che non è contro, ma per i diritti e le libertà. In questo senso ci riguarda tutti, perché in gioco non ci sono solo le legittime esigenze di una minoranza, ma fondamentali principi costituzionali come la laicità e la libertà di scelta, l'autonomia e la sovranità delle istituzioni, la qualità della nostra democrazia.

Roma, 6 marzo 2007

LINK UTILI: http://www.dirittiora.it/
sabato, 17 febbraio 2007
Cos'è L'ARCI e Perchè Associarsi!

ARCI Nuova Associazione (Associazione Ricreativa Culturale Italiana) è una rete di spazi di partecipazione responsabile dei cittadini che quest'anno compie cinquant'anni. Il 25 e 26 maggio 1957 a Firenze si svolgeva la “convenzione dei sodalizi di base di Bologna, Firenze, Novara, Pisa e Torino”. La Convenzione approvava lo statuto della costituenda ARCI. Oggi l’Arci rappresenta una delle più grandi esperienze di partecipazione popolare e di autorganizzazione civile in
Italia, con più di un milione di soci e 5000 circoli. Una rete di migliaia di  case del popolo, circoli culturali e centri sociali diffusi in tutto il paese, dalle grandi città ai piccoli centri.
Il comitato provinciale dell’ARCI, con 140 circoli e 18000 soci, fornisce assistenza e consulenza per l’apertura di circoli ricreativi, culturali, sportivi, etc. senza fini di lucro.
Le sedi Arci sono spazi aperti in cui uomini e donne di ogni età e condizione sociale si incontrano, condividono interessi e passioni, producono attività nell’interesse della comunità sociale. Offrono occasioni di aggregazione sociale, di formazione e conoscenza, fanno cultura; si battono contro ogni forma di esclusione e discriminazione; promuovono progetti e azioni di sostegno ai cittadini svantaggiati e di prevenzione del disagio; sono parte attiva del movimento per la pace e la globalizzazione dei diritti, la democrazia e la giustizia sociale. L’associazionismo è un’alternativa al vuoto sociale, alla solitudine delle
persone, lo strumento con cui ricostruire relazioni umane e sociali.

La campagna di tesseramento 2007 è già cominciata! Iscriviti all'Arci presso il nst. circolo!
La tessera costa solo 10euro ed ha validità fino al 31 dicembre 2007 su tutto il territorio nazionale e presso qualsiasi circolo ARCI d'Italia.

Chiedi informazioni su tutti i vantaggi e le convenzioni, locali e nazionali, che la tessera ti offre.
Chiamaci al numero 335 71 08 408 o scrivici all'indirizzo movimento_led@libero.it

Grazie mille a Tutti!!!

Francesco Temporin

Presidente di L.E.D. Libera Espressione Democratica - Federata ARCI
Volontario del Servizio Civile Nazionale presso il Comitato provinciale dell'ARCI di Brescia
venerdì, 19 gennaio 2007

FON è un movimento e un ambizioso progetto collaborativo, coprire il mondo con una rete wi-fi libera. Il funzionamento è semplice: basta registrarsi ed acquistare dal sito web lo speciale router wireless detto “la fonera” a 5 euro (IVA e sped. escluse), attaccarlo al proprio modem ed il gioco è fatto, da quel momento si è un tassello della grande rete FON.

In pratica, unendovi al movimento, darete la possibilità di accedere ad internet in wi-fi tramite la vostra ADSL a qualunque “fonero” passi nei paraggi, in cambio, viceversa, potrete accedere gratuitamente ad internet trovandovi nei paraggi della casa o dell’ufficio di un altro fonero. Esistono già 100000 access point nel mondo e si pensa raddoppieranno nel corso dei prossimi mesi.

Unitevi al movimento!

NOI L'ABBIAMO GIA' FATTO!!!

Francesco Temporin
Presidente di L.E.D.
anche su ilVolterino.com
domenica, 26 novembre 2006

Eutanasia, Welby chiede aiuto ai giudici

Piergiorgio Welby tenterà ancora qualche altra strada prima di quella finale, la disobbedienza civile. Con la legge non ha più speranze, troppo lunghi i tempi del Parlamento per la sua malattia devastante. «Ma non ci diamo ancora per vinti», dice il radicale Marco Cappato. E spiega: «Stiamo esplorando margini giurisdizionali interpretativi per un’altra strada. Stiamo pensando di rivolgerci a un giudice che ci autorizzi a staccare la spina. Oppure alla scelta di un medico che si prenda lui la responsabilità. In questa vicenda ci troviamo di fronte a leggi in contrasto con principi costituzionali e il tutto èmolto violento».

Forse, come ha detto ieri al Corriere della Sera Ignazio Marino, alla fine l’Italia una legge sull’eutanasia la farà. Ma il presidente della commissione Sanità del Senato è stato chiaro: «Non si potrà fare subito». E dunque non servirà a far vincere la battaglia di Welby che ha 60 anni e da oltre 40 combatte una malattia che ancora oggi non conosce cura: la distrofia muscolare progressiva. Aveva scritto anche a Marino Piergiorgio Welby per chiedere l’eutanasia. A lui e al presidente della commissione omologa della Camera. Ai presidenti dei due rami del Parlamento. Al presidente della Repubblica aveva già implorato in settembre la «grazia » di un’eutanasia. Senza successo. Ma lui combatterà ancora.

«La sua è una battaglia civile, va oltre la sua vicenda personale», dice Mina, che è il suo angelo custode oltre che sua moglie e l’unica che ancora riesce a tradurre in parole i sussurri di Piergiorgio. «La disobbedienza civile è sempre presente», le ha fatto capire ieri suo marito nel pomeriggio che ha passato in contatto con i radicali, lui che è copresidente dell’Associazione Luca Coscioni. Intanto Piergiorgio continua a spegnersi nel suo letto di dolore. «Fa sempre più fatica a deglutire persino le pappette», dice Mina, amorevole e impassibile con il suo stile tedesco. E aggiunge: «La verità è che Piergiorgio non accetterà mai un sondino per mangiare. E dunque quando non ce la farà più a deglutire, le sue ore saranno davvero contate ».
Nel frattempo è lei, Mina, che conta le ore e anche le notti. «Non dovrei dirlo, ma tante volte quando mi corico prima di addormentarmi imploro: "Signore, portamelo via stanotte ». Ma la mattina ancora ritorna per Piergiorgio Welby. E Mina ricomincia con lui le giornate: «Se potessi la staccherei io la spina di quella macchina. Se soltanto sapessi farlo senza farlo soffrire troppo».
Alessandra Arachi

di Alessandra Arachi (dal Corriere della Sera online, 26-11-2006)

 

SCIOPERO DELLA FAME DALLE ORE 24:00 DI MERCOLEDI' 22 NOVEMBRE


Partecipa a iniziativa nonviolenta per CNB e Welby
Chi ha aderito al digiuno

Avviso ai digiunanti: lo sciopero della fame consiste - nella prassi radicale - nell'assunzione di tre cappuccini o tre spremute d'arancia al giorno a sostituzione dei pasti (si consiglia di bere acqua in quantità). Se si assumono farmaci si consiglia di consultare il proprio medico prima di iniziare il digiuno.

Link
Dichiarazione di Marco Cappato (le ragioni dell'iniziativa nonviolenta)
Lettere di Welby del 13 nov del 17 nov e del 19 nov
Audiovideo del seminario "Posso morire senza condanna a soffrire?"


PIERO WELBY, CARO PRESIDENTE VOGLIO L'EUTANASIA

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venerdì, 27 ottobre 2006
Comunicato Stampa
Aggressione omofoba in provincia di Brescia.
la comunità omosessuale: ora basta!
 

Apprendiamo oggi dalle pagine del Corriere della Sera della vile aggressione omofoba (motivata dall'orientamento sessuale) subita da una coppia lesbica di Mazzano: alcuni teppisti hanno devastato la loro casa firmandosi con delle svastiche.

La violenza contro gli omosessuali non è una novità nella nostra realtà, ma un atto così grave, che lede la dignità e l'initimità di una coppia, deve essere denunciato con forza da chi lotta quotidianamente per l'uguaglianza e la promozione delle diversità.

Questo atto segna decisamente un salto di qualità nella strategia di odio promossa da chi rifiuta di riconosce e il valore delle differenze e combatte contro la libertà e la democrazia.

Tale episodio di intolleranza rende la nostra società più povera e ci fa guardare con preoccupazione alla vivibilità della nostra realtà per chi manifesta e vive con normalità la propria condizione di vita e il proprio amore.

Ringraziamo il coraggio e la determinazione di D.G. che ha voluto denunciare questa aggressione in nome della libertà di essere semplicemente se stessa, rompendo così una triste e rassegnata tendenza all'omertà da parte delle vittime di aggressioni omofobe.

Manifestiamo tutta la nostra solidarietà, il pieno sostegno e la nostra fraterna vicinanza alle vittime di questa violenza rilanciando la nostra ferma determinazione nel combattere ogni forma di discriminazione basata sull'orientamento sessuale.

Chiediamo all'amministrazione comunale di Mazzano un gesto di ferma condanna e di concreta solidarietà a queste vittime dell'omofobia

Chiediamo alla società civile bresciana di ribellarsi all'odio e all'ignoranza, rompendo un silenzio che si fa sempre più intollerabile. I razzisti non devono trovare spazio fra le nostre case.

La comunità omosessuale di Brescia continuerà nella sua opera di visibilità e di promozione, convinta che episodi odiosi ed inqualificabili come questo siano i colpi di coda di una cultura ormai tramontata.

Luca Trentini, Presidente di Orlando, Comitato provinciale Arcigay di Brescia
Manuela Fazia Presidente di Pianeta Viola, Associazione lesbica bresciana
 

Per ulteriori chiarimenti: Luca Trentini tel. 335.5896432
 
 
Alleghiamo qui sotto l'articolo del Corriere della Sera di oggi:

Brescia – Raid firmato con le svastiche nella casa di una ventisettenne alla periferia di Mazzano

«PERSEGUITATA DAI NAZISKIN PERCHÉ SONO DIVERSA»
di Andrea Biglia, Corriere della Sera, 27 Ottobre 2006

BRESCIA - «Gay a bordo» diceva, stilizzato nel triangolo del segnale stradale di pericolo, l'adesivo applicato sul fronte interno della porta di casa. La «carta d'identità» della giovane donna condita con il sale dell'ironia. Ma tra le villette alla periferia di Mazzano, la sola presenza di una persona «diversa» accende una minacciosa reazione d’intolleranza. Tutto porterebbe verso ambienti nazifascisti.

Lunedì sera verso mezzanotte, al rientro dal cinema nell’abitazione che divide con la sua compagna, lei, D.G., 27 anni, viso acqua e sapone, occhialini da intellettuale, un'omosessualità coltivata nella privacy domestica e mai sbandierata – ha trovato l’ingresso forzato e quella dicitura sporcata con una svastica. Dentro, l'abitazione tutta a soqquadro: indumenti intimi rovesciati per terra, alcuni oggetti, di modesto valore, spariti. Ma soprattutto un’altra croce uncinata e le lenzuola, per colmo di spregio, imbrattate di urina. Il furto non poteva essere il vero obiettivo dell'incursione notturna, una manciata di euro lasciata proprio vicino all'ingresso nessuno l’ha toccata.
Bravata di pessimo gusto o un avvertimento all'insegna del razzismo sessuale? Per D.G., che ha presentato denuncia ai Carabinieri per vandalismo, nessun dubbio: «La svastica è una firma precisa e da queste parti il nazifascismo non lo scopriamo oggi. Quegli individui mi dovevano tenere d'occhio da tempo se si sono introdotti in casa proprio una delle rarissime volte che sono uscita di sera. Con la denuncia so di espormi ancora di più alla loro ritorsione, ma la dovevo fare: il silenzio della vittima, in questi casi, diventa complicità».
La giovane - buona famiglia borghese di Brescia, studi superiori, lavoro di responsabilità in un'azienda della zona - ha scoperto la sua «diversità» sui banchi delle medie finché, a 17 anni, la decisione di lasciare la famiglia per vivere la sua esperienza. Una brutta avventura, un po' di anni fa, al Carmine, allora il bronx di Brescia, («Sei una lesbica, ti devo punire»). Ma sembrava una storia passata.

A Mazzano, tra Brescia e il Lago di Garda, lei e la sua amica con i due cagnolini si sono trasferite da poco, in punta di piedi. Quella convivenza ha però subito disturbato alcuni vicini: il mese scorso una scenata a base d’insulti e parole pesanti che l'ha costretta a rivolgersi già allora già allora in caserma. «Ma questa volta è assai più grave - sottolinea la giovane, tormentata tra l'indignazione e la paura -. La svastica dice tutto e non credo che i vicini c'entrino più. Qualcuno vuole farmi pagare la colpa di essere lesbica».

L'omosessualità per D.G. non è mai stata una tessera politica. Mai indossato lustrini e paillettes, mai partecipato al Gay Pride. Anzi, tiene a prendere bene le distanze da ogni forma di esibizionismo sessuale. Ma perchè hanno preso a bersaglio proprio lei? La svastica, i nazifascismi: fantasmi che la perseguitano e non la fanno dormire. Lei però è decisa a tener duro: «Non posso e non voglio essere nient’altro che ciò che sono».
martedì, 11 aprile 2006

Prossimamente i "computer inaffidabili"

Quello di blindare i sistemi informatici e costringere gli utenti ad utilizzare solo determinati prodotti "autorizzati" e "non dannosi" è un sogno perverso che assilla i signori della guerra digitale da molto tempo. Oggi questo sogno potrebbe diventare realtà:
il suo nome è Trusted Computing [ TC - informatica fidata ].
Da subito, alla base del progetto TC (capeggiato da Microsoft e Intel) c'è il concetto di "fiducia" e quello di "sicurezza". Un sistema sotto TC, infatti, è un sistema protetto da tutto ciò che è ritenuto potenzialmente "dannoso". Unica clausola da accettare:
l'utente non può decidere di cosa fidarsi e di cosa diffidare. In fondo non ce n'è bisogno...ci pensano loro per noi!

Anche se può sembrare uno scenario eccessivamente da 1984 [1], i computer "palladium" (ma non solo) avranno un requisito hardware [chip Fritz - dal nome del senatore statunitense] che sceglierà per noi…perché solo ciò che va bene a Fritz può girare sui nostri computer: dai software, ai file fino alle pagine web.
Tutto questo per aumentare la nostra sicurezza e per stanare i cattivissimi pirati [DRM: ita - eng], senza pensare ai numerosi problemi che un sistema del genere può provocare: dalla censura telecomandata alla condanna del software free (dovendo pagare i codici di autorizzazione nessun software “autorizzato” potrà essere free), dall’impossibilità della condivisione a quella di scegliere come utilizzare le proprie macchine oppure dove acquistare i propri prodotti (le “DVD region" non permetteranno che un CD/DVD sia eseguibile con sistemi TC fuori dalla regione d’acquisto). Non bisogna, infine, sottovalutare i vantaggi economici che le “grandi” avrebbero.

Assurdo?
Purtroppo no, ma in rete (e non solo) l’indignazione non è poca [1 | 2 | 3 | 4] e anche la voglia di evitare questo disastro.
A settembre del 2005 è nato, infatti, no1984 per costituire un potente medium di informazione spontanea sulla silenziosa scalata del Trusted Computing, che non investirà solo gli “adepti” dell’informatica (...si pensi ai telefonini).

.::Approfondimenti::.
[Risorse Anti-TC | Hardware sotto TC | Membri del progetto TC]
[altre risorse: Eletronic Frontier Foundation | complessità.it | against-TCPA | Associazione Software Libero | Lafkon.net]

::Video::
Trusted Computing in poche parole [anteprima: modem | adsl]

c
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lunedì, 20 marzo 2006
Contro ogni fondamentalismo Per una societĂ  aperta e plurale Contro ogni fondamentalismo Per una società aperta e plurale
Antisemitismo, islamofobia, scontro di civiltà

Dibattito pubblico
Roma, martedì 21 marzo, ore 10.30
Palazzo Valentini, Sala Placido Martini, via IV Novembre 119/a


In seguito al conferimento ad Oriana Fallaci di una medaglia d'oro della Presidenza della Repubblica per meriti nel campo della cultura, migliaia di cittadine e cittadini hanno sottoscritto una lettera di protesta indirizzata al presidente Ciampi.

Fra questi, numerosi artisti, intellettuali, docenti universitari, ricercatori.

Ci è sembrato opportuno valorizzare questa ampia adesione con un dibattito a chiusura della Campagna.

Vogliamo discutere della c.d. dottrina dello scontro di civiltà, che oggi viene rilanciata attraverso il "Manifesto per l'Occidente" promosso dal presidente del Senato Marcello Pera, non per lanciare anatemi ma per analizzare criticamente questo tentativo di costruire anche in Italia un'ideologia neocon, per mostrare quali rischi essa comporta per la convivenza democratica, la laicità, il pluralismo culturale e religioso, per indicare una prospettiva di con-cittadinanza tra uguali e diversi.

Il 21 marzo, in occasione della giornata internazionale contro il razzismo, si terrà un dibattito pubblico alle ore 10.30, presso la sala Placido Martini della Provincia di Roma, a Palazzo Valentini, in via IV Novembre 119/A.

Parteciperanno Annamaria Rivera (Università di Bari), Filippo Miraglia (responsabile immigrazione Arci), Sandro Portelli (Consigliere per la Memoria del Comune di Roma), Maria Vittoria Tessitore (Università Roma III), Clara Gallini (Università La Sapienza di Roma), Abdallah Redouane (segretario del Centro Culturale Islamico d'Italia), Victor Magiar (Assessore alla Cultura della Comunità Ebraica di Roma), Roberto Di Giovan Paolo (Direttore Aiccre), Rita Candeloro (Segretaria Flc Cgil), Piero Soldini (responsabile immigrazione Cgil), Andrea Billau (giornalista), Amara Lakhous (giornalista e scrittore).
lunedì, 20 marzo 2006
riproponiamo l'articolo che avevamo già inserito nel nostro foglio poichè sembra che non sia cambiato niente visto anche gli articoli dell'ultimo post!altri 3 ragazzi sono stati espulsi dall'università si stato bielorussa per gli stessi motivi: Libertà di associazione e di Espressione...a voi:
(quest'articolo è stato pubblicato anche su ArciReport)

Espulsa perchè ha partecipato ad una conferenza


Una studentessa bielorussa, Miss Tatsiana
Khoma, è stata espulsa dalla BSEU (Belarus
State Economic University) per aver
partecipato ad una conferenza dell’ ESIB tenutasi
a Parigi dall’11 al 15 novembre 2005.
L’ESIB, “The National Unions of Students in
Europe”, raccoglie 44 associazioni studentesche
nazionali in 34 paesi e rappresenta circa
10 milioni di studenti. Il suo obiettivo è
di rappresentare e promuovere gli interessi
degli studenti in ambito europeo su argomenti
come l’educazione, la società, l’economia
e la cultura, promozione mirata verso
l’UE, il Consiglio d’Europa e l’UNESCO.
Miss Tatsiana Khoma è stata informata il 25
novembre dell’espulsione dalla BSEU a seguito
della sua elezione a membro dell’esecutivo
della suddetta associazione. La motivazione
uffi ciale è che lei non ha informato l’Università
sulla sua partecipazione a questo evento
(ESIB’s European Student Gathering) tenutosi
in Francia, cosa che avrebbe dovuto fare visto
che l’Università è responsabile della sicurezza
e del benessere dei propri studenti.
La vera motivazione è quella di sedare mire
liberali e democratiche che in gente come il
Rettore vengono viste come attentato all’ordine
supremo del potere statale. Non si vuole
che questi studenti capiscano il mondo e
quindi capiscano che la loro libertà deve essere
pari a quella degli altri. Che capiscano
che così le cose non possono andare avanti.
ESIB ha lanciato una campagna su larga scala
per avere il supporto di diverse istituzioni europee,
per pressare il Rettore della BSEU a rivedere
la propria decisione e per permettere alla
ragazza di continuare i propri studi.Il Rettore
della BSEU ha risposto con una lettera aperta
nella quale spiega le 3 motivazioni essenziali
dell’espulsione :
- La studentessa è andata in Francia senza il
permesso dell’Università ed ha soggiornato
dall’11 al 15 novembre 2005 durante l’anno accademico
in corso (assentandosi quindi dalle
lezioni).
la studentessa ha dimostrato il proprio disprezzo
per la BSEU, intesa come organizzazione
responsabile legalmente e moralmente
per la sicurezza degli studenti durante il processo
educativo.
- L’espulsione della signorina Khoma è in linea
con le norme della Repubblica Bielorussa
in ambito dell’educazione.
Sul sito dell’associazione studentesca (www.
esib.org) le risposte vengono argomentate
con tutta tranquillità dal Rettore bielorusso
adducendo quasi a discolpa che, altri 50
studenti sono stati espulsi per motivazioni
simili. Il che, al contrario di renderci sereni,
ci fa accapponare la pelle, dandoci piena coscienza
di qual è la situazione degli studenti
in Bielorussia. E non solo degli studenti.
Pensiamo solo per fare un paragone con la nostra
Università se i vari rappresentanti eletti dai
noi nei CRS, venissero espulsi per il fatto stesso
di essere stati eletti. E come le istituzioni statali
possono trattare i rappresentanti sindacali,
quando vengono eletti dai lavoratori. Licenziati
ed esclusi dalla vita sociale, come è successo
a Miss Tatsiana, espulsa pure dal dormitorio.
Questa ragazza, insieme ai suoi colleghi studenti,
non potrà più frequentare nessuna università,
non potendo così procedere nella sua
carriera, guadagnandosi e facendo guadagnare
al suo paese un futuro migliore.
La libertà di espressione è qui ancora una volta
violata, così come è violata e stuprata la libertà
di associazione.
Vi prego di dare risalto a questa fatto, non isolato,
che fa trasparire chiara una grande violazione
del diritto allo studio. Per fortuna in Italia
casi del genere sembrano non essere mai accaduti
ma è indecente che una cosa come questa
capiti in uno stato così poco lontano da noi.
Personalmente e a nome del movimento che
rappresento ho inviato questa lettera alle seguenti
cariche e testate dell’informazione:
- al Rettore dell’Università degli studi di Brescia
- al Rettore dell’Università degli studi di
Roma-La Sapienza
- al ProRettore Vicario dell’Università degli
studi di Bologna
- alla Redazione del TG3
- alla Redazione del TG5
- al Direttore del TG2
- all’uffi cio Stampa della RAI
- alla Redazione di RAI TRE
- alla Redazione di MATRIX (Canale5)
- alla Redazione di REPORT (Raitre)
- alla Redazione di RTL 102.5
- alla Redazione de LA REPUBBLICA
- alla Redazione de IL MESSAGERO
- alla Redazione de IL CORRIERE DELLA SERA
- alla Presidenza Della Repubblica.
Finora tutto vano e ciò è ancor più degradante
per il nostro paese, per la nostra società perbenista
e fi nta interessata. Motivo questo anche
di disgusto pieno per la nostra classe dirigente
che nulla fa per impedire che questo accada.
Questo è solo uno dei problemi che come spesso
ho detto, andrebbero risolti, dando coscienza
ai cittadini di cosa succede intorno a noi, non
dandoci lo zuccherino e poi una bastonata dietro
la nuca. Loro invece oggi, 14 dicembre 2005
pensano al Proporzionale, parlano al Senato,
vuoto ma votante, delle loro intenzioni di voto.
Si oppongono e fanno contestazioni fi ne a se
stesse, senza seguito, un NO solo perché la controparte
ha detto SI. Senza capire che comunque
il loro posto lo manterranno ugualmente,
proporzionale o meno, e nessun nuovo volto
si vedrà varcare la soglia, e nessuna donna si
vedrà sedere sulla poltrona più alta, nessuna
donna, neppure Miss Tatsiana, o la Santachè
che manda i manifestanti a ‘fanculo col dito
medio, potrà mai vedersi eletta in una carica
che conta. Perché la democrazia è in mano alle
logiche maschiliste di carica dei partiti. Perché
la libertà di essere letti non è attuata, se
non sulla carta. Perché in Bielorussia si espelle
una ragazza insieme a 50 altri studenti. E
in italia solo una ventina sono le Senatrici.
La ragazza bielorussa e i giovani manifestano.
Libertà di espressione, diciamo noi.
Disprezzo delle autorità e Delinquenza, dicono
loro.
                         Francesco Temporin