sabato, 07 aprile 2007
La più grande organizzazione dell'associazionismo popolare, con migliaia di case del popolo, circoli culturali, centri sociali. Sono oltre un milione i soci, ma almeno cinque volte tanti i cittadini coinvolti nelle attività. Più della metà degli italiani in qualche momento o luogo della propria vita incontra l'Arci. È quanto emerge dall'indagine demoscopia realizzata in occasione del cinquantenario dell'associazione.
L'Arci è una rete di opportunità di incontro, socializzazione, autorganizzazione. È lo spazio in cui costruire relazioni umane e legami sociali, offrire un'alternativa all'isolamento e alla solitudine delle persone nel tempo dell'individualismo competitivo e dell'egoismo sociale. Le attività dei circoli Arci non guardano solo a una cerchia ristretta di soci ma all'interesse generale di una comunità, di un paese, di un quartiere. Sono tante e diverse perché sono il prodotto di bisogni, aspettative, idee che nell'associazione trovano il luogo accogliente per esprimersi.
Oggi l'Arci è il contenitore di mille esperienze di base ed è al tempo stesso un soggetto nazionale capace di intervenire nelle grandi questioni del Paese, di esprimere una sua autonoma politicità. Ma il presupposto di questo ruolo ampio e complesso sta tutto nell'idea semplice e grande degli uomini e delle donne che fondarono l'associazione per rivendicare il diritto al tempo libero come spazio di crescita collettiva e alla cultura per tutti come terreno di emancipazione dei lavoratori.
Negli anni '50 l'Arci nasce nel solco di un associazionismo antico, che ha le sue radici nell'800 e nella storia del movimento operaio. Nasce nell'ambito delle organizzazioni della sinistra ma si caratterizza subito come soggetto autonomo e plurale, che guarda a una dimensione sociale più ampia di quella in cui agiscono partiti e sindacati. Al centro del suo progetto pone le persone col loro bisogno di socialità, conoscenza, libertà, emancipazione.
Quelle origini le rivendichiamo con orgoglio, insieme alla modernità di un'associazione che ha saputo tener fermi i suoi principi e mutare costantemente linguaggi e strumenti, sempre immersa nell'evoluzione della cultura e della società italiana. Un'associazione che, in mezzo secolo di lavoro sociale, provocazioni culturali e battaglie civili, si è fatta attraversare dai cambiamenti e spesso ne ha saputo coglierne in anticipo le tendenze, ha coinvolto e formato generazioni diverse e milioni di cittadini.
Consapevole di quel patrimonio di esperienze e di valori, l'Arci è impegnata oggi a definire i nuovi compiti dell'associazionismo nell'Italia del nuovo millennio. Continuando a fare cultura, sperimentare pratiche sociali, esplorare spazi di cittadinanza. Le centinaia di iniziative che dedicheremo al cinquantenario saranno l'occasione per raccontare una storia che ha inciso a fondo nel formare e consolidare la nostra democrazia, ma anche per riflettere sull'Italia di oggi e sul contributo che ancora una volta possiamo portare alla costruzione di un Paese migliore.

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postato da: espressiodemo alle ore 21:04 | Permalink | commenti (1)
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