L' iniziativa dell' Arci nelle politiche di Welfare
Dal rapporto finale della ricognizione sullo stato della associazione emerge che le attività nel sociale (immigrazione, minori, carcere, diritti, servizio civile ecc.) occupano il 41,6% del totale di quelle dei Comitati Territoriali. Nella accezione larga ed innovativa del welfare comunitario si ritiene che anche la consistente quota del 44,2 % di attività in campo culturale promosse dalle basi associative Arci abbiano una immediata ricaduta sul benessere dei cittadini. In questo senso possiamo parlare di relazione stretta tra promozione sociale, attività culturali e innovazione del welfare a fronte della complessità della società contemporanea.
La fase che ci accingiamo ad affrontare con questo Congresso sarà ricca di sfide per l'insieme del sistema associativo dell'Arci.
Tra queste sfide ne proponiamo alcune prioritarie: · chiudere la forbice tra la difesa delle conquiste del movimento dei lavoratori relativamente al sistema di protezione sociale portato avanti prevalentemente dal sindacato e la difesa del welfare locale sostenuta da EELL e terzo settore. Le analisi più avanzate e le esperienze di lotte di questi anni indicano un nesso stretto e ineludibile tra critica al modello di sviluppo neo-liberista, difesa del sistema di protezione sociale, promozione e innovazione del welfare locale;
· rilanciare il valore dell'associazionismo di promozione sociale come parte integrante e non secondaria delle diverse forme che può assumere il terzo settore nel sostegno alle politiche di welfare locale, alla cittadinanza attiva, alla advocacy, alla innovazione e alla sussidiarietà;
· Attrezzare le strutture dell'Arci diffuse nel territorio ad un ruolo attivo nella programmazione locale dei piani di zona ai sensi della legge 328, con proposte forti in grado di valorizzare tanto le competenze specifiche su singole tematiche quanto il complesso delle azioni di promozione sociale attivate dalla nostra rete associativa;
· ricostruire criticamente la mappa dei poteri che si sta riarticolando nei territori per contrastare tutte le forme di privatizzazione dei servizi, siano esse prodotte dalla propaganda ideologica, dal taglio della spesa sociale o dal nuovo ruolo assunto da soggetti privati quali le Fondazioni che possono disporre di ingenti fondi da investire fuori da ogni vincolo di programmazione pubblica;
· avviare un serio e ben strutturato lavoro di mappatura e di monitoraggio costante delle attività e dei progetti promossi dall'Arci nel territorio al fine di valorizzarne il peso su scala locale, regionale e nazionale e cogliere i bisogni emergenti in termini di scambi di buone prassi, formazione di quadri ed operatori sociali, progettazione condivisa;
· dedicare maggiore attenzione, al di la dei contenuti, anche alle forme assunte dalle attività rivolte al sociale promosse in ambito Arci;
· favorire una proficua integrazione nelle strutture dell'Arci degli operatori impegnati nei progetti sociali, attraverso il loro pieno coinvolgimento nella vita associativa, nella condivisione dei percorsi politici che producono attività, partecipazione e progettazione;
· mandare a regime il coordinamento nazionale in stretta connessione con la Presidenza nazionale, con la cooperativa Lapis per gli aspetti relativi alla progettazione e con gli altri coordinamenti per le proposte formative e la promozione di campagne a carattere nazionale ("Sbilanciamoci", Stop Bolkestein, ConFinizero), europeo (Forum sociali) o internazionale;
· sostenere e coordinare il lavoro delle reti attualmente attive su immigrazione, infanzia e adolescenza, carcere e salute mentale.