Luca Coscioni è morto
"Se le idee camminano sulle gambe degli uomini la speranza è che non muoiano con la morte,ma che continuino a correre, come Luca,il nostro maratoneta,faceva"
Un pensiero, per Luca.Luca è morto. Lo leggo,su un'agenzia. Accendo la radio e non posso crederci.
Rimango impietrita per qualche minuto. Poi chiamo Marianna che può capire, può sentire quello sconquasso che sto provando in questo momento.
Ho una sensazione addosso stranissima. Impotenza, rabbia, ingiustizia, dolore.
Qualche flash. Come tutto è iniziato per me ai Radicali. Con quella battaglia, con quel nome. Per quegli occhi che parlavano e parlano ancora.
Quella poltrona nera nella stanza di Rita Bernardini la prima volta che sono salita a Torre Argentina. La poltrona su cui mi sono seduta senza sapere che fosse di Luca... con un lieve imbarazzo quando me lo hanno detto e ho iniziato ad osservare tutte le foto, in quella stanza del partito.
E mi viene in mente quel filo invisibile che legava la morte di mio nonno, il dolore che provai quasi tre anni fa, a quello che casualmente mi portò dai radicali e quindi da Luca Coscioni, a quello che provo adesso.
Il referendum, i tavoli, la libertà di ricerca scientifica, le litigate con familiari a casa e passanti per strada, i volantini, i giornali... la gioia quando sentivo che davanti a me ce ne era un altro che pensava che vietare la libertà di ricerca scientifica sulle cellule staminali e in definitiva vietare la speranza fosse una atroce ingiustizia.
Tutto è successo naturalmente e in modo inconsapevole, come la naturalezza di sedersi casualmente sulla poltrona di Luca.Spontaneamente vieni accolto in quella battaglia e ti sorprendi di avere ogni giorno più volontà di approfondire, cercare,sperare ancora. Così ti leghi, quel filo invisibile ti rapisce e ti da libertà. Speranza, coraggio, amore. Per la vita, per le idee.
Per Luca stesso che senti vicino inspiegabilmente.
Così forte la sua presenza.
Se le idee camminano sulle gambe degli uomini la speranza è che non muoiano con la morte, ma che continuino a correre, come Luca, il nostro maratoneta, faceva.
Valeria Manieri
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Ciao, Luca
Per me è stato qualcosa di più del simbolo della libertà di ricerca scientifica, qualcosa di più forte e di più importante
Un pensiero per l'uomo che ha cambiato la vita di moltiOggi è morto Luca Coscioni, per me è stato qualcosa di più del simbolo della libertà di ricerca scientifica, qualcosa di più forte e di più importante. Non sono mai riuscito a parlare con lui, ma è come se lo avessi fatto e credo che mi abbia trasmesso una forza che nessun altro avrebbe mai potuto insegnarmi. Luca ha combattuto con la sua stessa malattia, la Sclerosi laterale amniotrofica, ma soprattutto ha combattuto contro l'ignoranza, l'indifferenza, la politica miope, moralista e liberticida. Non ho letto messaggi di cordoglio e non lo farò, non leggerò in particolar modo le parole delle persone che lo hanno condannato e hanno già condannato le centinaia di persone che soffriranno a causa di una moralità che si definisce cristiana ma che tradisce tutti gli insegnamenti di Cristo.
La parola di Luca non morirà con lui, continuerà a farsi sentire, anche se sarà soffocata dal silenzio ottuso di tanti nemici della libertà e della scienza alla fine sono sicuro che la battaglia di Luca, la battaglia dei Radicali, la mia battaglia sarà vinta. La ragione e la libertà vinceranno col tempo, come sempre hanno fatto, col sangue, col sudore e con le lacrime di persone che si sono battute per questo.
Ciao Luca, a te devo il mio impegno politico, mi sono avvicinato al partito Radicale e ho cominciato ad essere un liberale non solo sui libri ma tra la gente come me solo per merito tuo, grazie alla tua battaglia per la libertà di cura e di ricerca scientifica e nella tua memoria continuerò a lottare per rendere il mio paese migliore e più giusto. Grazie Luca, non riuscirò mai a ringraziarti abbastanza e ti abbraccio con forza, sperando che tu possa infonderne in me un po' della tua.
Marco Paolemili ---
www.generazioneelle.it
